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Il caso black box

Il caso black box

Secondo quanto stabilito recentemente dalla legge concorrenza la tanto chiacchierata scatola nera arriverà presto a costituire prova ufficiale in caso di incidente stradale.
Come visto, negli ultimi mesi sono molte le persone che al volante, hanno scelto di installare sul proprio veicolo la black box, anche a fronte delle riduzioni piuttosto cospique sul premio dell’Rc Auto.

Ma non è finita, questo strumento permette anche di ottenere un grado superiore di sicurezza alla guida, grazie alla sua rintracciabilità in caso di necessità. Nonostante questo, nel corso degli ultimi mesi, sono giunte numerose segnalazioni ai ministeri dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture a seguito dei decreti attuativi che mettono in luce le caratteristiche di questo strumento. A questo proposito un articolo de Il Sole 24 Ore si è occupato di sintetizzare le principali preoccupazioni su questo fronte degli operatori del settore.


Le maggiori criticità rispetto alla scatola nera riguardano la precisione e l’affidabilità nella ricostruzione delle dinamiche dei sinistri, tra cui, la distanza di massima tolleranza che arriva a 10 metri per la determinazione della posizione del veicolo coinvolto.
Su questo fronte anche l’Aniasi è espressa, rimarcando la larga fiducia riposta in questi dispositivi dal momento che le black box attualmente sul mercano, risultano essere particolarmente efficienti. Tra i vari dubbi sollevati, c’è poi tutta la sfera che riguarda la privacy in quanto il monitoraggio costante entrerebbe in conflitto con il nuovo regolamento europeo sulla privacy.